Calcola il canone concordato a Sesto San Giovanni
Tre passaggi per stimare il canone del tuo immobile a Sesto San Giovanni secondo l'Accordo Locale del 01/04/2025: la zona dall'indirizzo, le dotazioni della casa e la durata del contratto.
L'Accordo in breve
Accordo Locale per il Comune di Sesto San Giovanni sottoscritto a Milano il 1° aprile 2025 e depositato in Comune lo stesso giorno (protocollo 0036548/2025); il deposito in Regione non risulta documentato. Quattro zone urbane omogenee, con le sub-fasce determinate dagli elementi dell'immobile. Il Comune dichiara in vigore anche un «Accordo locale 2024» con valori diversi: questa pagina applica il solo Accordo 2025, come simulazione e non come attestazione.
Domande frequenti
Come si sceglie la zona a Sesto San Giovanni?
L'Accordo divide il Comune in quattro zone urbane omogenee, delimitate da una planimetria e da un elenco vie (allegato 1), con valori diversi al metro quadro: Zona 1 Comune-Marelli, Zona 2 Rondinella – Rondò-Stazione, Zona 3 Pellucca – Cascina Gatti – Parpagliona, Zona 4 Torretta (pag. 4). Nel calcolatore scrivi la via: la zona la ricaviamo dall'elenco delle vie dell'Accordo. Le vie che l'elenco assegna a più di una zona sono 26, perché attraversano il confine: per quelle la zona resta una scelta di chi calcola. Cinque denominazioni — Cavalcavia Buonarroti, Cavalcavia Vulcano, Via Buozzi, Viale Gramsci e Via Milano — non hanno una zona determinabile dall'elenco e richiedono una verifica. Se un edificio è attraversato dalla linea di confine, l'Accordo dice che si considera l'intero edificio nella zona di maggior valore (pag. 4).
Come si determina la sub-fascia?
Dagli elementi oggettivi dell'immobile, non dalla metratura: l'Accordo descrive 26 elementi in quattro categorie — A (essenziali, 4), B (di pregio, 3), C (opzionali, 9) e D (10) — e stabilisce le sub-fasce per composizione (pagg. 4-6). La sub-fascia 1 accoglie gli immobili a cui manca un solo elemento di tipo A, oppure con riscaldamento a stufe nei singoli locali anche in presenza di elementi B; la sub-fascia 2 richiede tutti gli elementi di tipo A e almeno un B; la sub-fascia 3 richiede tutti gli A, almeno un B e tre elementi di tipo C (pag. 5). La tabella dei canoni (allegato 2) ha per ogni zona una riga per sub-fascia, senza scaglioni di superficie. Quando le condizioni di due sub-fasce valgono insieme vince la più alta: è un'interpretazione dichiarata, non un testo esplicito dell'Accordo. Due casi nessuna sub-fascia li copre — tutti gli elementi A senza alcun B, e due o più A mancanti, quando il riscaldamento non è a stufe — e lì il calcolatore non sceglie al posto tuo: ti dice che la sub-fascia non è determinabile con l'Accordo.
Cosa succede se l'alloggio ha meno di cinque elementi di tipo D?
Il calcolatore calcola comunque l'intervallo della sub-fascia. L'Accordo dice che la presenza di almeno cinque elementi di tipo D «comporta la possibilità» di applicare il valore massimo della sub-fascia di appartenenza (pag. 6): è una facoltà, non un obbligo, e non cambia i numeri. Sotto i cinque elementi il documento non dichiara un tetto diverso e non prevede nessun blocco: il risultato mostra l'intervallo normale della sub-fascia e dichiara il massimo tabellare come limite superiore, mai come importo applicabile. È un'interpretazione dichiarata del calcolatore, non un testo dell'Accordo.
Arredo, durata del contratto e alloggi piccoli cambiano il canone?
Sì, con un limite che il calcolatore dichiara. Se l'alloggio è completamente arredato, i valori delle sub-fasce possono aumentare fino a un massimo del 15%; se è arredato solo in parte, il canone può aumentare fino a un massimo dell'8% (pag. 6): sono maggiorazioni facoltative, che le parti possono applicare o no. La durata superiore alla minima triennale è invece obbligatoria: 4 anni +3%, 5 anni +5%, 6 anni +8%, oltre 6 anni il 10 per cento in più, sui limiti minimi e massimi della sub-fascia (pagg. 6-7). La classe energetica G riduce i valori minimi e massimi dell'1% (pag. 7). Per gli immobili con superficie compresa tra 28 e 50 metri quadri si può applicare una maggiorazione del 10 per cento alla sola superficie dell'abitazione, fino a un massimo di 50 metri quadri (pag. 6). L'Accordo dice che le variazioni sono «cumulabili», ma non dice se si sommano o si applicano in sequenza: quando ne concorrono due o più fra arredo, semi arredo, durata oltre i tre anni e classe G, il calcolatore non sceglie al posto tuo, si ferma e te lo segnala. La maggiorazione dei piccoli alloggi sta fuori da questo cumulo, perché agisce sulla superficie e non sul canone.
Quale accordo applica questo calcolatore?
L'Accordo sottoscritto a Milano il 1° aprile 2025, che qui chiamiamo Accordo 2025: per la proprietà è firmato da ASSOEDILIZIA, U.P.P.I., A.S.P.P.I., A.P.P.C., A.P.P.C. Scarlatti e CONFAPPI, per i conduttori da S.U.N.I.A. e CONIA, con SICET probabile (la firma non è attribuibile con certezza dall'immagine: pagg. 12-13). UNIAT è elencata fra i conduttori senza indirizzo, senza rappresentante e senza firma; il Comune nel suo elenco nomina anche F.E.N.I.T., che nel documento dell'Accordo non compare. Il documento sostituisce l'Accordo del 27 aprile 2017 e non nomina mai quello del 2024; il Comune però dichiara in vigore due accordi, l'Accordo locale 2024 (deposito 13 marzo 2024) e questo. I due restano distinti, senza prevalenza dell'uno sull'altro: questo calcolatore applica solo il 2025, non sceglie fra i due, non confronta i valori e non certifica quale dei due sia applicabile al tuo contratto. Per un contratto concreto la verifica è delle parti e delle organizzazioni firmatarie.
Da quando vale l'Accordo e per quanto?
L'Accordo è sottoscritto a Milano il 1° aprile 2025 e si applica dal giorno del deposito fino all'adozione di un nuovo decreto ministeriale (art. 14, pag. 11). Il documento non stampa la data del deposito: quella documentata è il timbro di protocollo del Comune sulla prima pagina, 1° aprile 2025, protocollo 0036548/2025, e il Comune la conferma. Il deposito in Regione non risulta documentato da nessuna pagina, quindi il calcolatore assume quello comunale e una durata di 36 mesi. Il documento prevede che, decorsi tre anni dal deposito (1° aprile 2028), in mancanza di aggiornamenti i limiti delle fasce siano aumentati delle intere variazioni ISTAT: il calcolatore non applica questo aggiornamento, e fino ad allora valgono i valori stampati nell'allegato 2.
Il risultato del calcolatore è un'attestazione?
No: è una simulazione secondo l'Accordo 2025, non un'attestazione. Per i contratti non assistiti l'Accordo richiede l'attestazione congiunta di un'organizzazione della proprietà e una dei conduttori, firmatarie dell'accordo applicato: la rilasciano loro, non questo calcolatore. Il testo rinvia a un «modello allegato 6», che però l'Accordo stesso definisce come l'allegato E del D.M. 16 gennaio 2017 (le procedure di conciliazione): il modulo di richiesta e attestazione è l'allegato 8 (pagg. 59-60), dove il nome del Comune è lasciato in bianco mentre i tre contratti tipo stampano «Comune di Milano»: una dizione da chiarire con le parti. Il canone effettivo, infine, lo determinano le parti: può essere inferiore al minimo della sub-fascia, e con l'assistenza di un'organizzazione per parte anche inferiore al minimo della zona di riferimento, ma non superiore al massimo della sub-fascia (pag. 7). Per questo, quando il testo ammette più di una lettura, il calcolatore si ferma invece di stimare, e ti manda al contatto per il controllo.
Quali contratti copre il calcolatore?
Il contratto abitativo agevolato 3+2, che è quello con le tabelle caricate. L'Accordo prevede anche i contratti transitori (art. 5, comma 1) e quelli per studenti universitari (art. 5, comma 2), che usano gli stessi valori e le stesse regole dell'abitativo: per questi il calcolo lo facciamo noi, scrivici. Per le camere singole e le porzioni di abitazione l'Accordo non dice in quale proporzione si sommino le parti comuni e pone un tetto riferito all'intera unità, che il documento non insegna a calcolare: il calcolatore non lo stima e te lo dichiara.
Dopo la firma, se vuoi: Gestione affitti a Milano. Trovare l’inquilino: 0 € per te. Gestione dopo la firma, se la vuoi: 8% del canone + IVA.
Lo strumento applica i parametri dell'Accordo Locale per il Comune di Sesto San Giovanni del 1° aprile 2025 (ASSOEDILIZIA, U.P.P.I., A.S.P.P.I., A.P.P.C., A.P.P.C. Scarlatti e CONFAPPI per la proprietà; S.U.N.I.A. e CONIA per i conduttori), che sostituisce l'Accordo del 27 aprile 2017. Il Comune dichiara in vigore anche un «Accordo locale 2024», con valori diversi: la stima riguarda il solo Accordo 2025, e i due non si confrontano. Il deposito in Comune è documentato al 1° aprile 2025 (protocollo 0036548/2025); il deposito in Regione non risulta documentato. L'elenco delle vie del documento non basta da solo: 26 vie sono elencate in più zone e cinque denominazioni non hanno una zona determinabile, quindi lì la zona la indica chi calcola. La stima è orientativa: il canone del contratto lo attesta un'organizzazione firmataria dell'accordo applicato e può differire dopo le verifiche sull'immobile.
Approfondisci
Canone concordato in altri comuni
Il tuo comune non c'è? Scrivici: il calcolo lo facciamo noi. Oppure torna a tutti i comuni.