Perché i proprietari chiedono un canone più alto a un’azienda?

    In breve

    Soprattutto per le tasse: se il proprietario non applica la cedolare secca paga l’IRPEF a scaglioni, più le addizionali, e per avere lo stesso netto chiede un canone più alto. La cedolare secca con un’azienda come inquilina: l’Agenzia delle Entrate non la ammette; la Cassazione sì, e si attende la decisione delle Sezioni Unite. Finché non c’è, applicarla con un’azienda espone a un contenzioso. Noi cerchiamo sempre di bilanciare i costi che l’azienda vuole contenere con le necessità del proprietario.

    Quanto pesa la differenza

    • Anche al primo scaglione l’IRPEF pesa più della cedolare: il 23% sul 95% del canone, più le addizionali, contro il 21%.
    • Più alto è lo scaglione del proprietario, più cresce la differenza: si arriva al 43%, più le addizionali.

    Quando il motivo fiscale non c’entra

    • La casa è di una società: la cedolare non c’è comunque, quindi il motivo fiscale non c’entra.
    • Il contratto è intestato al dipendente, con l’azienda come garante o che paga il canone per lui: l’inquilino è una persona e il proprietario può scegliere la cedolare.

    Per l’azienda

    Il canone pagato per alloggiare un dipendente, in genere, si deduce solo fino al valore del fringe benefit, cioè di quello che per il dipendente è reddito in busta paga. Per intero si deduce solo per i dipendenti trasferiti, nell’anno del trasferimento e nei due successivi.

    Quando chiedere al commercialista

    Quando serve calcolare il canone che, con l’IRPEF, lascia al proprietario lo stesso netto della cedolare: dipende dai suoi altri redditi, dalle addizionali e dalle detrazioni.

    Fonti

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