Come funziona per l’azienda il contratto a uso foresteria? Che costi e che tasse ci sono?
In breve
L’azienda è l’inquilina: paga il canone, risponde degli obblighi del contratto e mette la casa a disposizione delle persone previste. Per il dipendente che ci abita, la casa è un fringe benefit tassato in busta paga, calcolato sulla rendita catastale più le spese pagate dall’azienda, non sul canone. L’azienda deduce il canone solo fino a quel valore, e per intero solo per i dipendenti trasferiti per lavoro, nell’anno del trasferimento e nei due successivi. Non è quindi un costo come un altro: va impostato con l’ufficio paghe e il commercialista.
Per il dipendente che abita la casa
- Il valore tassato in busta paga è la rendita catastale della casa, più le spese pagate dall’azienda, utenze comprese, meno quello che il dipendente eventualmente paga.
- Se il dipendente ha l’obbligo di abitare lì, si conta il 30% di questo valore.
Per l’azienda
- In genere il canone si deduce fino al valore che per il dipendente è reddito in busta paga.
- Per un dipendente trasferito per lavoro il canone si deduce per intero, per tre periodi d’imposta: quello del trasferimento e i due successivi.
- Se la casa ospita trasfertisti, collaboratori od ospiti, valgono regole diverse, come quelle delle trasferte e dei collaboratori: vanno verificate caso per caso.
L’IVA
Se il proprietario è un privato, sul canone non c’è IVA. Se è una società, l’affitto di una casa è di regola esente. Di norma, quindi, l’azienda non ha IVA da recuperare.
Gli altri costi
- Le imposte di registro e di bollo sul contratto, che di solito si dividono con il proprietario.
- La commissione di Rennovo, una sola volta alla firma: la paga l’azienda, perché è lei a prendere la casa.
Quando chiedere al commercialista
Sempre, prima di firmare: l’ufficio paghe e il commercialista dell’azienda calcolano il benefit in busta paga e quanta parte del canone si può dedurre.
Fonti
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