Mi conviene l’affitto breve o un affitto di media durata?

    In breve

    Dipende dai numeri: incasso reale, giorni occupati, commissioni, pulizie, utenze, gestione e tasse. Non esiste una percentuale di netto valida per tutti: per decidere ti serve un confronto scritto, con le ipotesi messe in chiaro. Se pensi di affidarci la casa, prima ti diciamo se per te l’affitto breve conviene davvero rispetto a uno di media durata.

    Le tasse nel 2026

    • Affitto breve, fino a 30 giorni: con la cedolare secca paghi il 21% su un appartamento a tua scelta e il 26% sul secondo.
    • Oltre due appartamenti l’attività si considera d’impresa: niente cedolare, SCIA al Comune (la segnalazione certificata di inizio attività) e regole d’impresa. Fino al 2025 il limite era di quattro appartamenti.
    • Affitto di media o lunga durata a una persona: cedolare al 21%, oppure al 10% se il canone è concordato e la casa è in un comune ad alta tensione abitativa, come Milano.

    Casi da distinguere

    • Se il pagamento lo incassa un portale o un intermediario, trattiene il 21% come acconto sulle tasse.
    • Se la casa la prende un’azienda, anche per pochi giorni e per un suo dipendente, non valgono le regole delle locazioni brevi.
    • Se offri servizi in più, come la colazione o i pasti, l’attività è d’impresa.
    • Per affittare più a lungo si usa un contratto transitorio, un 4+4 oppure, con un’azienda, un contratto a uso foresteria.

    Quando chiedere al commercialista

    Quando affitti più di un appartamento (e soprattutto se sono più di due) o quando offri servizi extra.

    Fonti

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