Che differenza c’è tra transitorio, canone concordato, 4+4 e uso foresteria?
In breve
Cambiano durata, canone e tasse. Il 4+4 ha il canone libero e dura almeno 4 anni più 4; il canone concordato (3+2) dura almeno 3 anni più 2, con il canone nelle fasce dell’accordo territoriale e meno tasse. Il transitorio dura al massimo 18 mesi e serve un’esigenza temporanea scritta nel contratto; nei comuni con più di 10.000 abitanti anche il suo canone deve stare nelle fasce dell’accordo. L’uso foresteria è un contratto intestato a un’azienda, che ci fa abitare i suoi dipendenti o ospiti: durata e canone si concordano.
4+4 a canone libero
- Dura almeno 4 anni, più altri 4.
- Il canone lo decidete tu e l’inquilino.
- Se sei un privato e l’inquilino è una persona, puoi scegliere la cedolare secca al 21%.
Canone concordato (3+2)
- Dura almeno 3 anni, più una proroga di 2.
- Il canone sta nelle fasce dell’accordo territoriale del Comune e si usa il modello ministeriale.
- Se il contratto si firma senza l’assistenza delle associazioni di categoria, serve l’attestazione che il canone rispetta l’accordo.
- In tutti i Comuni l’IMU è ridotta del 25%.
- Nei comuni ad alta tensione abitativa, come Milano, la cedolare è al 10%; se non la scegli, IRPEF e imposta di registro si calcolano su una base ridotta del 30%.
- Negli altri comuni la cedolare è al 21% e non ci sono riduzioni su IRPEF e registro.
Transitorio
- Dura al massimo 18 mesi e non ha una durata minima.
- Serve un’esigenza temporanea vera, tua o dell’inquilino, scritta nel contratto. Se il contratto dura più di 30 giorni, l’esigenza va anche documentata.
- Si usa il modello ministeriale.
- Nei comuni con più di 10.000 abitanti, Milano compresa, il canone deve stare nelle fasce dell’accordo territoriale (l’accordo può ammettere variazioni fino al 20%). Nei comuni più piccoli e nei contratti fino a 30 giorni il canone è libero.
- Con la cedolare paghi il 10% se il canone è concordato e il comune è ad alta tensione abitativa (con l’attestazione, se il contratto non è assistito); altrimenti il 21%. È la posizione dell’Agenzia delle Entrate.
- Non ha le riduzioni di IRPEF e registro del 3+2. Se il canone è concordato, di solito i Comuni applicano anche al transitorio l’IMU ridotta del 25%.
Uso foresteria
- È un contratto intestato a un’azienda, che ci fa abitare i suoi dipendenti o ospiti.
- Per l’orientamento prevalente dei giudici non segue la legge sulle locazioni abitative ma il codice civile: durata e canone si concordano.
- La cedolare secca con un’azienda come inquilina: l’Agenzia delle Entrate non la ammette; la Cassazione sì, e si attende la decisione delle Sezioni Unite. Finché non c’è, applicarla con un’azienda espone a un contenzioso.
- Senza la cedolare, l’imposta di registro è il 2% del canone annuo, con un minimo di 67 €.
Altri casi
- Studenti universitari: un contratto da 6 mesi a 3 anni, con le agevolazioni del canone concordato.
- Se la casa è di una società, o la affitti come impresa, la cedolare non c’è con nessun contratto.
Quando chiedere al commercialista
Quando devi scegliere tra cedolare secca e IRPEF ordinaria, quando l’inquilino è un’azienda, oppure quando la casa è in un comune che non è ad alta tensione abitativa o ha meno di 10.000 abitanti.
Fonti
- L. 431/1998, artt. 2, 5 e 8 (4+4, concordato, transitorio) (si apre in una nuova scheda)
- DM 16/01/2017 e modelli di contratto, Allegati A e B (Gazzetta Ufficiale) (si apre in una nuova scheda)
- Circolare dell’Agenzia delle Entrate 8/E/2017, § 1.1 (cedolare al 10% sul transitorio) (si apre in una nuova scheda)
- Art. 3 D.Lgs. 23/2011 (cedolare secca) (si apre in una nuova scheda)
- L. 160/2019, art. 1 c. 760, su Normattiva nella parte «commi 701-800» (IMU ridotta per il canone concordato) (si apre in una nuova scheda)
- DPR 131/1986, Tariffa I art. 5 (imposta di registro) (si apre in una nuova scheda)
- Cassazione, ordinanza 30016/2025 (foresteria e cedolare, rinvio alle Sezioni Unite) (si apre in una nuova scheda)
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