Affittare mi fa perdere la NASpI o altri sussidi?

    In breve

    Per la NASpI, di regola no: la legge la riduce o la toglie quando lavori (da dipendente, da autonomo o con un’impresa), e il canone di un affitto da privato non è reddito da lavoro. Le cose cambiano se l’affitto diventa un’attività d’impresa, per esempio, dal 2026, con affitti brevi in più di due appartamenti: in quel caso può servire una comunicazione all’INPS. Il canone conta invece per l’ISEE, anche con la cedolare secca, e quindi per tutti i sussidi legati all’ISEE. Prima di firmare chiedi conferma all’INPS o a un patronato, dicendo quale sussidio ricevi.

    Casi da distinguere

    • Affitto da privato: le regole della NASpI non prevedono che l’affitto riduca o faccia perdere il sussidio. Nessuna norma e nessuna circolare dell’INPS, però, parla espressamente dei canoni: è l’interpretazione prevalente.
    • Affitto come attività d’impresa, per esempio affitti brevi in più di due appartamenti: possono valere le regole della NASpI sul lavoro autonomo e d’impresa. Verificalo con l’INPS.
    • ISEE e sussidi legati al reddito: il canone conta, anche se scegli la cedolare secca.

    Quando chiedere al commercialista

    Quando fai affitti brevi in più appartamenti o ricevi sussidi legati all’ISEE. Per i sussidi senti anche l’INPS o un patronato.

    Fonti

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