Sull’affitto c’è l’IVA? Si riceve fattura o ricevuta?

    In breve

    Se il proprietario è un privato, sul canone non c’è IVA e non si emette fattura: il proprietario deve rilasciare una ricevuta all’inquilino che la chiede. Sulle ricevute sopra 77,47 € va una marca da bollo da 2 €, anche con la cedolare secca, che toglie il bollo sul contratto ma non quello sulle ricevute. Se il proprietario è una società, l’affitto di un’abitazione è di regola esente da IVA e la società emette una fattura senza IVA. L’IVA, al 10%, c’è solo in casi particolari: per esempio quando l’impresa che ha costruito o ristrutturato la casa la sceglie nel contratto.

    Quando c’è l’IVA

    • Proprietario privato: il canone è fuori dal campo dell’IVA, quindi niente fattura.
    • Società che affitta un’abitazione: l’affitto è esente da IVA e la fattura si emette senza IVA. L’imposta di registro è del 2%.
    • Impresa che ha costruito o ristrutturato la casa, oppure alloggi sociali: se nel contratto si sceglie l’IVA, è al 10%, e l’imposta di registro si paga in misura fissa.
    • Ufficio o altro immobile non abitativo (strumentale), affittato da una società o da chi ha la partita IVA: di regola è esente, ma si può scegliere l’IVA. L’imposta di registro è dell’1%.

    Ricevute e deposito cauzionale

    • Il bonifico prova che il pagamento c’è stato, ma non è una ricevuta: se l’inquilino la chiede, il proprietario privato la deve rilasciare.
    • Il deposito cauzionale non è un canone: niente IVA e niente fattura. Se lo versa l’inquilino non si paga nemmeno l’imposta di registro; se lo versa un’altra persona, l’imposta è dello 0,50%.

    Quando chiedere al commercialista

    Quando il proprietario è una società o ha la partita IVA, oppure quando si affitta un ufficio o un altro immobile strumentale.

    Fonti

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