L'Accordo Locale per i Comuni dell'Ambito Visconteo
Le regole del canone concordato per i 9 Comuni dell'Ambito Visconteo. L'Accordo è stato sottoscritto a Rozzano l'11 maggio 2026, nella sede del Comune in Piazza G. Foglia 1 (pag. 3; la data è ripetuta a pag. 16): per la proprietà edilizia hanno firmato ASSOEDILIZIA, U.P.P.I., A.S.P.P.I., CONFAPPI, A.P.P.C. e A.P.P.C. Scarlatti, per i conduttori S.U.N.I.A. e CONIA (pagg. 3-4).
L'Accordo sostituisce gli accordi locali precedenti elencati dall'art. 2 (pag. 5), conclusi nel febbraio 2025 e, per i singoli Comuni, negli anni precedenti; per Vernate e Zibido San Giacomo è stipulato ex novo (pag. 3). Si applica dal giorno del deposito, che il documento non stampa, e fino all'adozione di un nuovo decreto ministeriale; decorsi tre anni dal deposito i limiti delle fasce si incrementano con le intere variazioni ISTAT (pag. 14), un incremento che il calcolatore non applica.
Le date di deposito non sono stampate sull'Accordo. L'Agenzia per la Casa dell'ambito, in un testo divulgativo del giugno 2026, le indica così: 29 maggio 2026 per Basiglio, Binasco, Locate di Triulzi e Rozzano; 3 giugno 2026 per Noviglio, Opera, Pieve Emanuele, Vernate e Zibido San Giacomo. Sono date dichiarate e non verificate su un atto di deposito: il calcolatore le assume per i cinque Comuni pubblicati e lo dichiara nel risultato.
I 9 Comuni destinatari
I nove Comuni destinatari dell'Accordo (pag. 1). Cinque hanno una zona unica e il calcolatore è disponibile; gli altri quattro hanno più zone e non sono coperti da questo calcolatore.
Basiglio
Il calcolatore non è ancora disponibile: il Comune ha più zone e serve l'elenco delle vie.
Binasco
Il calcolatore non è ancora disponibile.
Locate di Triulzi
Noviglio
Opera
Il calcolatore non è ancora disponibile: il Comune ha più zone e serve l'elenco delle vie.
Pieve Emanuele
Rozzano
Il calcolatore non è ancora disponibile: il Comune ha più zone e serve l'elenco delle vie.
Vernate
Zibido San Giacomo
Domande frequenti sull'Accordo
Le domande che valgono per tutti e nove i Comuni. Quelle che cambiano da un Comune all'altro — la zona, la data di vigenza e il mercato — sono nella pagina del Comune, accanto al suo calcolatore.
Come si determina la sub-fascia?
Dagli elementi oggettivi dell'immobile, non dalla metratura: l'Accordo descrive 26 elementi in quattro categorie — A (essenziali, 4), B (di pregio, 3), C (opzionali, 9) e D (10) — e stabilisce le sub-fasce per composizione (pag. 8). La sub-fascia 1 accoglie gli immobili a cui manca un solo elemento di tipo A; la sub-fascia 2 richiede tutti gli elementi di tipo A e almeno un B; la sub-fascia 3 richiede tutti gli A, almeno un B e tre elementi di tipo C (pag. 8). La tabella dei canoni (allegato 2) ha una riga per sub-fascia, senza scaglioni di superficie. Quando le condizioni di due sub-fasce valgono insieme vince la più alta: è un'interpretazione dichiarata del calcolatore, non un testo esplicito dell'Accordo. Due casi nessuna sub-fascia li copre — tutti gli elementi A senza alcun B, e due o più A mancanti — e lì il calcolatore dice che la sub-fascia non è determinabile con l'Accordo.
Cosa succede se l'alloggio ha meno di cinque elementi di tipo D?
Il calcolatore calcola comunque l'intervallo della sub-fascia. L'Accordo dice che la presenza di almeno cinque elementi di tipo D «comporta la possibilità» di applicare il valore massimo della sub-fascia di appartenenza (pag. 8): è una facoltà, non un obbligo, e non cambia i numeri. Sotto i cinque elementi il documento non dichiara un tetto diverso e non prevede nessun blocco: il risultato mostra l'intervallo normale della sub-fascia e dichiara il massimo tabellare come limite superiore, mai come importo applicabile. È un'interpretazione dichiarata del calcolatore.
Arredo, durata del contratto e alloggi piccoli cambiano il canone?
Sì, con un limite che il calcolatore dichiara. Se l'alloggio è completamente arredato, i valori delle sub-fasce possono aumentare fino a un massimo del 15 per cento; se è arredato solo in parte, il canone può aumentare fino a un massimo dell'8 per cento (pag. 9): sono maggiorazioni facoltative, che le parti possono applicare o no. La durata superiore alla minima triennale è invece obbligatoria: 4 anni +3 per cento, 5 anni +5 per cento, 6 anni +8 per cento, oltre 6 anni il 10 per cento in più, sui limiti minimi e massimi della sub-fascia (pag. 9). La classe energetica G riduce i valori minimi e massimi dell'1 per cento (pag. 9). Per gli immobili con superficie compresa tra 28 e 50 metri quadri si può applicare una maggiorazione del 10 per cento alla sola superficie dell'abitazione, fino a un massimo di 50 metri quadri (pag. 9). L'Accordo dice che le variazioni sono cumulabili, ma non dice se si sommano o si applicano in sequenza: quando ne concorrono due o più fra arredo, semi arredo, durata oltre i tre anni e classe G, il calcolatore non sceglie al posto tuo, si ferma e te lo segnala. La maggiorazione dei piccoli alloggi sta fuori da questo cumulo, perché agisce sulla superficie e non sul canone.
Quali contratti copre il calcolatore?
Il contratto abitativo agevolato 3+2 e il contratto transitorio. L'Accordo dice espressamente che i transitori usano gli stessi criteri e le stesse modalità dell'abitativo (pag. 5, con i rinvii alle pagg. 10 e 12): le tabelle del transitorio hanno gli stessi valori e il calcolatore applica anche al transitorio arredo, durata e classe energetica. Gli studenti universitari (art. 5, comma 2) restano fuori dal calcolo: il documento li prevede, ma il calcolatore non li stima. Per le camere singole e le porzioni di abitazione l'Accordo non dice in quale proporzione si sommino le parti comuni e pone un tetto riferito all'intera unità: il calcolatore non lo stima e te lo dichiara.
Il risultato del calcolatore è un'attestazione?
No: è una simulazione secondo l'Accordo dell'11 maggio 2026, non un'attestazione. Per i contratti non assistiti l'Accordo richiede l'attestazione congiunta di un'organizzazione della proprietà e una dei conduttori, firmatarie dell'accordo applicato: la rilasciano loro, non questo calcolatore (art. 12, pag. 13). Il canone effettivo lo determinano le parti: può essere inferiore al minimo della sub-fascia, e con l'assistenza di un'organizzazione per parte anche inferiore al minimo della zona di riferimento, ma non superiore al massimo della sub-fascia (pagg. 9-10). Per questo, quando il testo ammette più di una lettura, il calcolatore si ferma invece di stimare.
Fonti ufficiali
I documenti da cui il calcolatore prende zone, valori e regole.
Calcola il canone nel tuo Comune
Il calcolatore applica l'Accordo del Comune che scegli: se il documento non permette un calcolo univoco, lo segnala invece di stimare.