Quali motivi servono per fare un contratto transitorio?

    In breve

    Serve un’esigenza temporanea vera, del proprietario o dell’inquilino, tra quelle previste dall’accordo territoriale del Comune. Va scritta nel contratto e, se il contratto dura più di 30 giorni, provata con documenti da allegare. Se il motivo manca o non è documentato, il contratto può diventare un 4+4.

    A Milano, per esempio

    • Per l’inquilino: un trasferimento temporaneo di lavoro, un periodo di formazione, una separazione, l’acquisto di una casa entro 18 mesi.
    • Per il proprietario: il bisogno di usare la casa per sé, per i figli, per i genitori o per parenti fino al secondo grado, per lavoro, matrimonio, separazione o per assistere un familiare.
    • Per l’uno e per l’altro c’è anche una voce generale: qualsiasi esigenza legata a un evento certo, con una data precisa e documentata.

    Casi da distinguere

    • Il motivo è tra quelli dell’accordo: si dichiara nel contratto e si allegano i documenti che lo provano.
    • Il motivo non è nell’elenco, o è difficile da documentare: il contratto si firma con l’assistenza delle associazioni dei proprietari e degli inquilini che hanno firmato l’accordo. In questo caso l’assistenza è obbligatoria.
    • La casa è in un altro Comune: l’elenco dei motivi cambia, vale quello dell’accordo locale.
    • Il proprietario che alla scadenza si riprende la casa per l’uso dichiarato deve usarla così entro 6 mesi. Se non lo fa, senza un giustificato motivo, l’inquilino può chiedere di riaverla in affitto oppure un risarcimento pari a 36 mensilità dell’ultimo canone.

    Quando chiedere a un’associazione di categoria

    Quando il motivo non è nell’elenco dell’accordo: in quel caso rivolgiti a un’associazione dei proprietari o degli inquilini che lo ha firmato.

    Fonti

    Aggiornato al

    Domande collegate

    Ti serve una risposta sul tuo caso?

    Chiamaci o scrivici su WhatsApp. Rispondiamo il prima possibile, solitamente in giornata lavorativa.