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    Calcola il canone concordato a Bari

    Tre passaggi per stimare il canone del tuo immobile a Bari secondo l'Accordo territoriale del 13 marzo 2024: la sezione e il foglio della visura catastale, gli elementi della casa e il tipo di contratto. L'Accordo divide la città in tredici zone.

    Vuoi affittare l'immobile? Troviamo noi l'inquilino e scriviamo il contratto.

    L'Accordo in breve

    Accordo territoriale del Comune di Bari del 13 marzo 2024: vale dal 2 maggio 2024 al 1° maggio 2027, con l'integrazione del 10 settembre 2024. La zona viene dal foglio della visura catastale; la fascia dal numero degli elementi della casa.

    Il testo dell'Accordo è fra le fonti ufficiali, in fondo alla pagina.

    Step 1 di 3Immobile
    ImmobileCaratteristicheContratto

    Il tuo immobile a Bari

    Scegli il tipo di contratto e inserisci i dati principali dell'immobile.

    Tipo di contratto

    Sezione e foglio sono sulla visura catastale, alla voce Dati identificativi.

    A Bari la sigla della sezione c'è solo a Palese, Santo Spirito, Torre a Mare, Carbonara, Ceglie e Loseto: altrimenti scegli «Nessuna sigla».

    Non hai la visura sotto mano?

    Se l'immobile è tuo, la scarichi gratis dall'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, con SPID o CIE: è il servizio «Consultazione personale».

    Sezione e foglio sono anche nell'atto di acquisto e, di solito, nel contratto d'affitto registrato.

    Vuoi affittarlo? Ci pensiamo noi, canone compreso.

    Misura il pavimento di stanze, cucina, bagni e corridoi, senza contare i muri. Non usare la superficie della visura o dell'annuncio: comprende i muri e una parte delle pertinenze. Balconi, cantina, box e giardino vanno nei campi qui sotto.

    Indica la superficie al centesimo di metro quadrato (es. 75,50).

    Esempio: 70 m² di pavimento e un balcone di 8 m² → scrivi 70 qui e 8 nel campo dei balconi.

    Pertinenze (facoltative, contano per la superficie convenzionale)

    Conta al 50%.

    Conta al 50% (integrazione del 10 settembre 2024).

    Conta al 25%.

    Contano al 25%.

    Conta al 15%.

    Conta al 10%.

    Contano al 50%: non metterli anche nella superficie dell'appartamento.

    La trovi sulla visura catastale. Alcune categorie non sono ammesse al canone concordato.

    Dopo il calcolo: dal risultato al contratto

    1. Il canone. Lo concordate tu e l'inquilino partendo dalla fascia del risultato. Il massimo non si può superare: un patto per un canone più alto è nullo.
    2. Il contratto. Si scrive sul modello del decreto ministeriale del 16 gennaio 2017: allegato A per il 3+2, B per il transitorio, C per gli studenti universitari.
    3. L'attestazione. Se firmate senza l'assistenza delle associazioni, la rilasciano le organizzazioni che hanno firmato l'Accordo, nei modi che l'Accordo stabilisce, sui dati che dichiarate. Con il contratto assistito non serve. Chi la rilascia e a cosa serve.
    4. La registrazione. Il contratto si registra all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma, o dalla decorrenza se è prima. Come si registra.

    Domande frequenti

    Come si trova la zona a Bari?

    L'Accordo divide la città in tredici zone, da Città Vecchia a Santo Spirito e Palese, e per ognuna elenca i fogli di mappa catastale. Il foglio lo trovi sulla visura, nei dati identificativi dell'immobile; a Palese, Santo Spirito, Torre a Mare, Carbonara, Ceglie e Loseto c'è anche la sigla della sezione. Scrivi sezione e foglio e il calcolatore trova la zona.

    Come si sceglie la fascia?

    Contando gli elementi della casa fra i trenta dell'elenco dell'Accordo, come ascensore, porta blindata, riscaldamento, cantina o box auto: ogni voce vale uno. Le soglie cambiano da zona a zona: in quasi tutte servono almeno otto elementi per la fascia A e sette per la B; in Città Vecchia bastano sei per la A e quattro per la B. Nove zone su tredici hanno anche una fascia D, per le case con meno elementi; Città Vecchia, Carrassi, Torre a Mare e Santo Spirito-Palese si fermano alla C.

    Come conta l'arredo?

    Una casa in fascia A arredata in parte aumenta del 10%, arredata completamente del 20%. Una casa in fascia B o C con riscaldamento, autoclave e infissi in buono stato, se è arredata, passa in fascia A: arredata in parte senza aumento, arredata completamente con un aumento fino al 10%. Per arredo completo l'Accordo intende cucina, camera da letto, soggiorno e bagno arredati come nel suo elenco; arredo parziale vuol dire una parte di quegli arredi.

    Come si calcola la superficie?

    Si usa la superficie utile, non quella catastale. Il box singolo e il posto auto accatastato nel cortile condominiale contano al 50%, il posto auto esclusivo, i balconi, le terrazze, le cantine e le soffitte al 25%, l'area scoperta esclusiva al 15%, il verde condominiale al 10% della tua quota millesimale, e i vani più bassi di 1,70 metri al 50%. Fino a 45 m² la superficie si moltiplica per 1,20 senza superare 45 m²; da 46 a 70 m² per 1,20 senza superare 70 m². Oltre 130 m², la parte in più conta a metà.

    Quali aumenti prevede l'Accordo?

    La classe energetica: più 5% per la classe A, più 3% per le classi dalla B alla F, per ogni contratto e in ogni zona. La durata, per i contratti agevolati: più 5% per 4 anni, più 7% per 5 anni, più 12% da 6 anni in su. Gli aumenti si sommano e si applicano al canone base. Le fasce non si aggiornano con l'ISTAT per tutta la durata dell'Accordo.

    Quali contratti copre il calcolatore?

    Il contratto agevolato da 3 anni in su, il transitorio fino a 18 mesi e quello per studenti universitari, che usano le stesse fasce. L'aumento per la durata vale solo per l'agevolato. Non sono nel calcolatore la locazione di una parte dell'alloggio, l'alloggio sociale e l'edilizia residenziale sociale: per questi scrivici.

    E le zone di pregio?

    In Città Vecchia la casa con un balcone sul mare o su piazza Mercantile, piazza Ferrarese, piazza Massari o via Venezia va in fascia A, se ha riscaldamento, autoclave e impianto elettrico a norma: il calcolatore lo chiede. A Murat l'Accordo prevede la fascia A per le case con balcone e ingresso su via Sparano, corso Vittorio Emanuele, corso Cavour e alcune piazze, ma rimanda per le condizioni a un allegato che nel documento non c'è; a Libertà nomina la zona Executive e contrada Barone senza dire dove finiscono. In questi due casi il calcolatore non applica il pregio: scrivici e lo verifichiamo noi.

    L'Accordo è ancora valido?

    Sì: l'Accordo del 13 marzo 2024, depositato in Comune il 26 marzo 2024, vale per tre anni dal 2 maggio 2024, quindi fino al 1° maggio 2027, e le sue fasce non si aggiornano con l'ISTAT.

    Che letture adotta il calcolatore?

    Dove il testo lascia un margine, il calcolatore sceglie la lettura più prudente e lo dice nel risultato. Quando le soglie delle fasce si sovrappongono, la casa va nella fascia più bassa senza lasciarne vuota nessuna: per esempio, nelle zone con «almeno cinque» per la C e «fino a sette» per la B, sei elementi restano in C. La fascia D, che il testo sull'arredo non nomina, resta in D. Gli aumenti per la durata stanno sul massimo dell'intervallo, mentre il minimo resta. Fra 45 e 46 m² non si applica il coefficiente. Il foglio 51, scritto sia in zona 5 sia in zona 10, va in zona 5; i fogli 30, 99 e 122 non sono in nessuna zona e per quelli ti aiutiamo noi.

    Il risultato è un'attestazione?

    No. Il calcolatore applica l'Accordo territoriale del Comune di Bari e dà una stima orientativa. L'attestazione di rispondenza la rilasciano le organizzazioni firmatarie, e il canone può cambiare dopo le verifiche sull'immobile. Il Comune ha avuto anche un secondo accordo, firmato da altre organizzazioni, che oggi non si trova pubblicato: il calcolatore applica quello del 13 marzo 2024.

    Fonti ufficiali

    I documenti da cui il calcolatore prende zone, valori e regole.

    Lo strumento applica l'Accordo territoriale del Comune di Bari del 13 marzo 2024, in vigore dal 2 maggio 2024, con l'integrazione del 10 settembre 2024, firmato da ASSEDIL-Confedilizia, APPC, ASPPI, Confabitare, UPPI, SUNIA, SICET, UNIAT, ASSOCASA, SAI-CISAL. La stima è orientativa: il canone del contratto lo attestano le organizzazioni firmatarie e può cambiare dopo le verifiche sull'immobile.

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